Ho in mente una serie di scenette che potrebbero diventare cortometraggi in stile quelli con Maccio Capatonda, Pina Sinalefe, Riccardino Fuffolo, etc. (non nel senso della qualità ovviamente, ma tanto per rendere l'idea - anche se non mi pare di averla presa a qualcuno) ma mi mancano un po' di cosette, tipo:
- una cinepresa, o quantomeno una videocamera, o in assenza totale ho la mia scazzatissima fotocamera con funzione video
- un uomo stanza, o come piace dire ai più anglofoni un cameraman
- soprattutto, gente capace di farsi sputtanare in internetvisione gratis
Insomma, io sto a Milano, che come tutti sanno è vicina all'Europa e ci si trova praticamente di tutto. Quindi potenzialmente ci posso trovare pure dei soci per girare cazzate.
In caso, chi vuole si faccia avanti, ché un ok o un calcio in culo non si negano a nessuno!
7 Maggio 2008
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squartooggiaro |
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corti, milano, videocamera, attori |
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Non ho mai sentito
tanto quanto adesso
calore umano intorno a me
sardina su un bus
grazie alla metro guasta
29 Aprile 2008
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squartooggiaro |
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calore umano, metro, ritardo |
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Succede così, che ero uscito per comprare un regalino per il piccolo e cammina cammina sentivo sempre più forte una pressione alla vescica. Mi dirigo verso i WC del centro commerciale, entro, apro la porta d'ingresso ed è tutto ok tra puzza e scritte alle pareti; apro la porticina del cesso con la piscia già sull'uscio del coso e c'è una donna seduta sulla tazza.
"Scusascusascusa" grido quasi, richiudendole la porta in faccia, e intanto mi chiedo come ho fatto a confondere i bagni degli uomini con quelli delle signore.
Da basso, mister Pipino protesta con veemenza.
"Guardi che è tutto a posto!" mi rassicura lei dall'interno.
Perplesso riapro e lei è sempre lì, concreta. Avrà una ventina d'anni forse, pulitamente carina e ben fatta: lunghi capelli castani, labbra carnose ma genuine, minigonna nera come le scarpe e una maglietta bianca aderente che poco spazio offre all'immaginazione, con su impresso "OuToyLet's Toilet-Girl" e il logo del centro commerciale. Appicciata alla maglietta una spilla di riconoscimento mi saluta da sopra il seno sinistro, spiegandomi che la ragazza si chiama Sonia.
Sonia sorride, un po' in imbarazzo: "Benvenuto, signore, sono la toilet-girl Sonia, del centro commerciale OuToyLet, al suo servizio."
"Ehm… piacere…" – la discussione continua ad apparirmi surreale – "avevo intuito qualcosa. Ma che significa esattamente?"
Sonia arrossisce e si sfiora una ciocca di capelli. "Beh, diciamo che svolgo le classiche funzioni di una toilette: accolgo e ingerisco le deiezioni solide e liquide dei visitatori dell'OuToyLet. É uno degli svariati intrattenimenti che offriamo per aumentare il grado di soddisfazione dei nostri clienti."
Bel discorsetto imparato a memoria. Chissà quali sono gli altri servizi di cui parla…
"Fai anche… ehm… pompini?"
Sonia scuote la testa. Le sue guance avvampano. "No, signore, non rientra fra le mie mansioni alcuna attività di tipo sessuale."
See, see… Si fa pregare, la porcellina. Mister Pipino intanto pulsa fremente come non mai e mi suggerisce la soluzione più efficace in questi casi. Estraggo il portafogli dalla tasca posteriore sventagliando moneta frusciante davanti ai suoi occhi. "E per un compenso extra, diciamo di 30 euro?"
Sonia si leva di scatto, i suoi seni sobbalzano liberi da sotto la t-shirt. "Come si permette?? COME CAZZO TI PERMETTI!? SONO TRE MESI CHE LAVORO QUI E NON SONO MAI STATA OFFESA TANTO, MA CON CHI CAZZO CREDI DI AVERE A CHE FARE?" urla spintonandomi fuori dallo stanzino del cesso.
Inciampo all'indietro e finisco col culo a terra. Subito dopo tutte le porte della stanza si spalancano, e da lì tante ragazze con la stessa divisa di Sonia escono e guardano me e lei.
Sguardi carichi di disapprovazione mi schiacciano come un macigno. Urla, calci, rotoli di carta igienica addosso (Ahio!). Vista la mala pigliata della situazione scappo inseguito dalle colleghe della ragazza, con ancora mister Pipino in evidenza dal cavallo dei pantaloni.
Insomma, alla fine non ho più avuto la faccia di rientrare nemmeno per chiedere scusa ed era da troppo che mi tenevo la piscia addosso e non sapevo dove andare ma proprio non riuscivo a trattenermi e lì, davanti a un sacco di mamme schifate e bambini curiosi… Dio, che figura di merda!
"Stai dicendo che questo è il motivo per cui te la sei fatta addosso come un poppante?"
"Ehm… sì."
"É la scusa più idiota che abbia mai sentito."
21 Aprile 2008
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toilet-girl, outlet, pissing, defek, blowjob |
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Personaggi:
Donna al citofono (DAC)
Donna dal citofono (DDC)
La donna al citofono, visibilmente tornata dalla spesa con un carico di buste, suona e si annuncia.
DDC (volenterosa di aiutare): "Scendo?"
DAC (sbrigativa): "Apri."
DDC (in parte intimorita, ma insiste): "Ma scendo?"
DAC (imperativa): "No, APRI!"
DDC apre. Si sente il classico suono dell'apertura da citofono
DAC (stufa): "E SCENDIIII!!!"
FINE
20 Aprile 2008
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citofono, spesa |
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Questa è una carezza per te
per il tuo viso stanco
per mesi di lavoro
bruciati via in mezz'ora
perché in quel tempo è il senso
come coi madonnari:
un attimo di immenso
da riuscire ad afferrare
un attimo soltanto
e poi di nuovo disegnare
(29 giugno 2007, ore 02:00)
16 Aprile 2008
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danza, dediche |
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Quelle volte che vedi qualcuno
affacciato al finestrino di un treno
e ti dici che forse è la tua metà oscura
e un istante dopo il treno è già in partenza…
credere all'anima gemella
in un pianeta così affollato
è una condanna all'illusione d'averla trovata
o alla rassegnazione del non poterci
mai e poi mai
riuscire…
… e che sollievo
non vedere più
nemmeno l'ultimo vagone.
16 Aprile 2008
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amore, partenze |
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Il mondo sotto le coperte
è molto più invitante
del mondo all'alba delle sette
13 Aprile 2008
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squartooggiaro |
Liriche, acqua calda |
mattina |
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Il cielo è grigio
la terra abbonda di pozzanghere
gocce di pioggia cercano
le lenti dei miei occhiali
È il canto del cigno d'inverno
e mi piace sentirlo cantare.
11 Aprile 2008
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squartooggiaro |
Liriche |
Liriche, pioggia, primavera |
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